Il Tfm come scelta strategica di deducibilità fiscale

Il Tfm come scelta strategica di deducibilità fiscale può essere un valido strumenti di supporto alle imprese in ambito di pianificazione fiscale. Negli ultimi anni il Tfm come scelta strategica è stato particolarmente attenzionato dall’amministrazione finanziaria nei propri controlli questo a causa di stanziamenti eccessivamente generosi nei bilanci delle imprese rispetto alla loro situazione economico – finanziaria. Il Tfm, al contrario del Tfr, non è regolamentato civilisticamente e non è presente nel nostro ordinamento alcuna indicazione normativa che ne identifichi i limiti o ne razionalizzi i criteri di determinazione.

Il problema nasce dalla circostanza per cui si assiste, almeno inizialmente, ad un sfasamento temporale tra il momento di deduzione del costo (per competenza) in capo alle imprese e il pagamento delle imposte in capo all’amministratore all’atto di erogazione dello stesso (per cassa), secondo il regime di cui all’art. 17, c. 1 lett. c Tuir https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?id={C29FE1F4-8E6F-4436-A36C-ADD56E1A0983}&codiceOrdinamento=0000000000000170000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000&idAttoNormativo={31D694E8-4398-4030-873B-FEAF5A6647F9} (regime di tassazione separata).

Questo meccanismo legislativo di differimento temporale tra “deduzione immediata – pagamento di imposte differito all’atto della liquidazione del Tfm” ha permesso alle imprese di attuare politiche di bilancio finalizzate ad utilizzare il Tfm come leva fiscale per gestire in maniera oculata le proprie finanze aziendali. Ciò nonostante una corretta politica di pianificazione fiscale delle imprese non può prescindere dal corretto stanziamento del Tfm in bilancio e dall’utilizzo del Tfm come scelta strategica fiscale, anche se con alcune accortezze.

Il Tfm come scelta strategica di deducibilità fiscale: la data certa

La deducibilità del Tfm è consentita nell’esercizio di maturazione, a condizione che il diritto all’indennità e i relativi criterio di calcolo risultino da atto scritto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto (v Cass 17/06/2022, n. 19571 e Cass 20/05/2025 n. 13541).

La data certa può essere ottenuta tramite:

  • registrazione dell’atto presso un pubblico ufficiale;
  • Atto pubblico o scrittura privata autenticata;
  • Posta elettronica certificata (PEC): la PEC attesta certezza legale all’invio e alla ricezione tuttavia non permettere di garantirne anche la provenienza e l’integrità del contenuto del file allegato (es. Pec con verbale assemblea di determinazione del compenso amm.re e stanziamento del tfm); in questo senso vedasi Cass. 15/04/2024 n. 10091.
  • Marca Temporale sul documento: La marca temporale apposta su un documento informativo da parte di un certificatore accreditato ne garantisce data e ora certe e legalmente valide (C.G.T. 2° grado Lazio, sent. 3895/2023);
  • Raccomandata A/R senza busta (o in un plico senza busta) : la data del timbro postale apposta su documento garantisce certezza, provenienza e integrità del documento.

Il Tfm come scelta strategica di deducibilità fiscale: i criteri di determinazione

Come sopra anticipato non vi è una norma di legge che determina i confini entro il quale stabilire il Tfm bensì la natura del Tfm è pattizia ovvero lasciata alla libera disponibilità di contrattazione tra la società e l’amministratore.

In assenza di limiti normativi la deducibilità del Tfm si fonda unicamente sulla capacità della società di dimostrarne la congruità e l’inerenza. Parte delle giurisprudenza (C.G.T 1° grado Novara, sent. n. 65/2022, C.G.T 2° grado Veneto sent. nr. 871/2023 e 855/2023) era arrivata a stabilire come il Tfm doveva essere proporzionato rispetto alla capacità economica e alla struttura della società arrivando ad usare alcuni KPI economici per razionalizzare la determinazione del Tfm.

In particolare il Tfm doveva essere raffrontato oltre al compenso annuo lordo attribuito all’amministratore anche ad altri indicatori come il volume d’affari sociale, il reddito operativo e l’utile di esercizio. Secondo i giudici di merito il Tfm non dovrebbe mai superare il limite del 30% del compenso annuo stabilito per l’amministratore (in questo senso C.G.T 1° grado di Treviso sent. nr. 73/2024, C.G.T 1° grado di Novara, sent. nr. 156/2022).

Per un’ azienda con 10 mln euro di fatturato e 800mila euro di utile un Tfm di 50mila euro è sostenibile e ragionevole (C.G.T 2° grado Piemonte sent. n. 1232/2022), diversamente per un’azienda con 500mila euro di fatturato, 45mila euro di reddito operativo e 25mila euro di utile un Tfm di 40mila euro risulta poco ragionevole e poco congruo.

Un buon ISA prodotto dalla società rappresenta un indicatore oggettivo di coerenza economica; in questa prospettiva la C.G.T di 2° grado della Toscana (sent. n. 1079/2023) ha riconosciuto che un buon punteggio ISA, sufficientemente rappresentativo della realtà economica dell’impresa legittima la congruità di un Tfm stanziato in bilancio.

Il Tfm come scelta strategica di deducibilità fiscale: il ruolo della delibera assembleare

Il valore del Tfm di importo rilevante è legittimo se proporzionato alla complessità dell’incarico e al livello di responsabilità assunti dall’amministratore pertanto il verbale dell’assemblea deve diventare un dossier di congruità importante a sostegno dell’impresa in caso di verifiche condotte dall’agenzia entrate.

La corretta applicazione dei criteri di congruità incide direttamente sull’onere della prova. La società attraverso la redazione di una corretta delibera assembleare di determinazione del compenso e del Tfm supporta l’onere probatorio a sostegno dell’impresa.

La delibera assemblea dovrebbe fornire un solido impianto probatorio sui criteri di determinazione del Tfm: ad esempio la delibera potrebbe ancorare la determinazione del Tfm al raggiungimento di Kpi economici (fatturato, reddito operato, utile) oppure di Kpi di performance dell’amministratore (aumento delle performance dei dipendenti, responsabilità in determinate materie come ad esempio la sicurezza o di compliance) oppure Kpi di risultato (turnaround, apertura di nuovi mercati, riduzione di costi raggiunti nella supply chain).

La delibera potrebbe anche ancorare la determinazione del Tfm ad una parte fissa più variabile: fissa ancorata ad una percentuale del compenso lordo annuo, variabile in relazione al raggiungimento di determinati Kpi.

Ciò che risulta importante è che la data di adozione della delibera determini con chiarezza i criteri adottati dalla società per la determinazione e quantificazione del Tfm come scelta strategica.

Importante inoltre è che il verbale deve avere data certa (secondo uno dei metodi sopra indicati) ed inoltre deve avere riportare una data anteriore all’instaurazione del rapporto di lavoro. Parte della giurisprudenza di merito, tra cui C.G.T 1° Grado di Verbania, sent. n. 45/2025, C.G.T. di 1° grado di Bergamo, sent. n. 360/2024, C.G.T. 2° grado Veneto, sent. n. 1144/2025 hanno stabilito che occorre determinare o confermare a inizio di ogni anno sociale, con data certa, la misura dell’accantonamento evitando fissazioni a consuntivo.

Un corretta pianificazione fiscale non può prescindere da una corretta redazione del verbale di determinazione del compenso e del Tfm come scelta strategica e neppure dal fatto che lo stesso venga stabilito a posteriori, a consuntivo, ossia a fine anno quando il risultato economico sociale risulti già consolidato. La determinazione a ridosso della chiusura dell’esercizio della determinazione del Tfm non fa altro che togliere sostegno alla corretta polita di compliance fiscale adottata alla società con il connesso rischio di vedersi disconosciuta la deducibilità del costo in bilancio in caso di controllo da parte dell’agenzia entrate.

Conclusioni

Il Tfm come scelta strategica è fondamentale per la deducibilità fiscale e deve essere attentamente gestito per garantire la conformità con le normative vigenti. Ogni impresa dovrebbe considerare il Tfm come scelta strategica nel suo complesso processo di pianificazione fiscale.

Il verbale assembleare che istituisce il Tfm non è un semplice adempimento ma il principale presidio probatorio per dimostrare congruità ed inerenza. Il verbale di assemblea deve specificare nel dettaglio i criteri di determinazione e quantificazione del Tfm evitando di usare formulare generiche (come ad es. l’impegno profuso dell’amministratore). Più nel dettaglio sono argomentati i criteri e le modalità di determinazione del Tfm minore il rischio che l’agenzia ne disconosca la deducibilità del costo in capo all’impesa. Inoltre il verbale deve chiarire sin dalla nomina dell’amministratore tali criteri e non a posteriori (magari al termine dell’esercizio sociale). Infine di fondamentale importanza è la data certa del verbale, requisito indispensabile per sostenere la deduzione del costo.


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